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Gli spazi di donne fanno paura e danno fastidio

Posted by vacrigistina su 11 giugno 2010

Fonte notizia Global Voices

La comunità russa girls only su LiveJournal è stata oggetto di un attacco di pirateria: la comunità è un forum chiuso, al quale per accedere sono necessarie alcune “credenziali” (essere donna e essere invitata da un’iscritta alla comunità) e nel quale le partecipanti discutono, si raccontano, si confidano, si danno consigli. Uno spazio insomma ‘separatista’, anche se forse con contenuti più femminili che femministi.

Tutti i post ed i commenti, l’intero contenuto del sito è stato copiato e trasferito su un sito mirror, diventando quindi pubblico e visibile a tutti/e.

Questo attacco ha ovviamente sollevato problemi relativi al diritto di riservatezza e in merito alla, molto precaria, possibilità di mantenere un livello di difesa e riservatezza sulle informazioni e i contenuti che mettiamo in rete. Ma oltre a questo problema, ben affrontato nell’articolo di Global voices, si solleva anche un’altra questione: perchè è stato fatto un gesto simile?

La causa non è soltanto la curiosità maschile di conoscere il contenuto dei messaggi scambiati tra le iscritte alla comunità. Purtroppo è anche altro. Nasce forse dalla convinzione che uno spazio di donne che chiaccherano sia luogo di frivolezza, e che possa essere spiato per farsi due risate, per trovare la conferma a tutte le immagini stereotipate che si hanno delle donne e delle ragazze, ma è la reazione anche a qualcosa di più profondo e pericoloso. Reazione all’insofferenza verso uno spazio solo di e per donne, che esclude esplicitamente gli uomini. Reazione al disagio di coloro che sono sempre stati escludenti e non esclusi. Ma è soprattutto reazione al timore di quello spazio, dove alcune donne parlano e si aiutano, timore della collaborazione e del supporto tra donne.

Conferma di questo atteggiamento da un lato difensivo e dall’altro offensivo, sono le opinioni poi espresse da alcuni uomini sui messaggi scritti nel sito girls only, e che Global Voices riporta: “Avevo un’opinione migliore delle donne. […] Le donne non sono stupide. Sono più immorali, cattive e meno tolleranti degli uomini”. Tanto per citarne uno.

Non so cosa possa aver letto questo povero uomo, così morale e tollerante da invadere uno spazio “privato” e spiare altre persone, per averlo portato ad una conclusione così lapidaria (probabilmente qualche commento sentito come “attacco” alla virilità maschile). Ma so che un atteggiamento del genere, è il classico esempio di quanta insofferenza ci sia verso la prospettiva delle donne sul mondo, sulla loro visione delle relazioni, di quanto venga sminuito il loro desiderio di confronto e di scambio tra donne, di quanto sia facile giudicare – negativamente – senza comprensione, quello che le donne pensano e si raccontano. E creare uno spazio autonomo risponde anche al bisogno di essere libere da questo giudizio così socialmente e storicamente condizionante e limitante.

Ma le donne non possono avere una “camera tutta per loro”, uno spazio libero dal controllo e dal giudizio degli uomini, non possono fare rete tra donne, non possono pensare e parlare tra loro negando la possibilità agli uomini di giudicare e togliendoli il divertimento di ridicolizzarle. Riducendo cioè il potere che gli uomini hanno sulle donne.

La rete tra donne dà fastidio (e forse forse, fa anche un pò invidia) e fa paura, perchè dalla rete può nascere condivisione dei problemi e costruzione delle soluzioni, può nascere la voglia e la possibilità di reazione di fronte ad alcune situazioni, può generare voglia, offrendo anche gli strumenti, per il cambiamento. E’ questo ovviamente per chi è stato e sta in una situazione di privilegio e di potere, non può che far paura. Spazi per pensare collettivamente sulle relazioni di genere, luoghi virtuali di idee, consigli, parole in libertà, se dichiaratamente separatisti fanno paura, perchè sono espressione della libertà e dell’autonomia delle donne.

Quindi aldilà dei contenuti del sito Girls only (che non posso consultare non conoscendo il russo) personalmente difendo la possibilità delle donne – per secoli impossibilitate ad entrare negli spazi pubblici – di scegliere di costruirsi uno spazio virtuale pubblico solo per loro, perchè difendo la libertà di essere e di pensare delle donne nei modi che esser ritengono più opportuni e perchè questo attacco al loro spazio virtuale mi sembra un’altra nuova declinazione della violenza psicologica di genere.

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