Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Il genere, la vagina e la pubblicità

Questo spazio è dedicato ad una sorta di analisi, più o meno ironica, più o meno impegnata, più o meno approfondita, dei messaggi pubblicitari che quotidinamente, su ogni mezzo di comunicazione ed informazione, ci bombardano, producendo i loro effetti più o meno reali, più o meno dannosi, più o meno manipolatori…

per quanto mi riguarda, pur non credendo ovviamente alla generale teoria dell’ago ipodermico (ormai confutata) ritengo che la pubblicità abbia un importante ruolo e i messaggi da essi diffusi siano doppiamente significativi: da un lato contribuiscono a diffondere, a sorreggere e “rendere naturale e normale” alcuni comportamenti, alcune mode, alcuni contenuti, alcuni simboli che vanno non solo a rafforzare i nostri stereotipi ma anche a sostenere i nostri modelli sociali e culturali. Da un altro punto di vista la pubblicità inoltre, giocando con gli stereotipi ripronendoli (gli spot classici per esempio del mulino bianco) o al contrario capovolgendoli, (gli spot un pò più innovativi e sottili) ridicolizza il cambiamento, oscura le trasformazioni, nega i mutamenti…ecco perchè oggi, nonostante il talento creativo di molti pubblicitari, nonostante l’innovazione tecnologica che rende possibili cose impensabili fino a qualche decennio fa, nonostante la pubblicità venga associata al progresso (soprattutto economico) tale forma comunicativa, oggi in Italia, è secondo il mio punto di vista MOLTO CONSERVATRICE…(almeno buona parte dei prodotti pubblicitari, anche se non tutti)…

potrei inoltre trovare altri aggettivi: dannosa, noiosa, ripetitiva, banale, infantile, inefficace, out, e soprattutto OFFENSIVA e SESSISTA…

ecco, in questo spazio vorrei commentare i vari prodotti pubblicitari (dallo spot televisvo al nome del marchio) che in un qualche modo offendono la mia sensibilità di genere e la mia intelligenza, vorrei proporre una critica costruttiva dei contenuti dei messaggi pubblicitari che possa contribuire in un qualche modo a “innovare” il modo di fare pubblicità…sottolineando che tale evoluzione produrrebbe degli effetti positivi anche per le imprese che investono una montagna di soldi in immagine e promozione… ed è questa il piede da solleticare, e non solo con le nostre “piume”, per mettersi in cammino verso una pubblicità sana, creativa, ironica o seria, rispettosa e quindi efficace…

sarebbe bello usare insieme alle parole anche lo strumento del boicottaggio, sarebbe bello come ogni sogni irrealizzabile o difficilmente realizzabile: se un’impresa ci offende attraverso la sua pubblicità, non le daremo un euro, non compreremo i suoi prodotti… finchè non diventi un’impresa responsabile..finchè non inserisca nella sua politica di CSR anche un’attenzione specifica al rispetto dell’identità di genere…

le imprese, oggi, dovrebbero agire in modo tale da promuovere una paritaria ed equilibrata convivenza dei sessi, collaborare a diffondere un’immagine più reale delle donne odierne, collaborare a contrastrare gli stereotipi che rafforzano discriminazioni e atti offensivi se non violenti, dovrebbe smettere di sfruttare l’immagine e il corpo femminile a fini di lucro…

ed il primo passo anche in questo caso deve esser fatto dal basso e dalle donne: dalle pubblicitarie, dalle creative, dalle video maker, dalle donne che si occupano di montaggio, le web master, le scenografe, dalle account delle grandi agenzi pubblicitarie, dalle imprenditrici, dalle attrici o comparse, dalle fotografe…ecc ecc ecc…L’INNOVAZIONE ED LA TRASFORMAZIONE PARTE DA NOI..e anche in questo spazio di pseudo-critica siamo noi, con la nostra sensibilità e la nostra consapevolezza ad iniziare…

e qualcuna, ha già mosso i primi passi e fatto le prime proposte…ecco alcuni link per approfondire le iniziative e le azioni promosse, in alcuni casi anche dalle istituzioni pubbliche..e già che ci siamo mettiamo anche un pò di documenti:

http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2489

Comunicato dell’UDI di Napoli sul sito Il Paese delle donne

http://www.protocollocontrolapubblicitasessista.it/?p=home

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini

to be continued..


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2 Risposte to “Il genere, la vagina e la pubblicità”

  1. sul sito dell’Udi-Unione Donne in Italia- un’importante Campagna nazionale contro le immagini lesive.

  2. vacrigistina said

    Grazie per la segnalazione. Ho fatto un breve post per pubblicizzare l’utile campagna dell’UDI (https://vacrigistina.wordpress.com/2010/03/04/immagini-amiche-delle-donne-se-ci-offendi-non-vale/)
    Ciao

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