Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Archive for luglio 2011

Parliamo di forme di lotta

Posted by vacrigistina su 18 luglio 2011

Riporto alcune parti di un interessante intervento di Stefano Ciccone inviato a Il Manifesto e pubblicato anche sul sito dell’associazione Maschile Plurale,di cui consiglio la lettura.

Nel decennale del G8, riflettiamo sui linguaggi dei movimenti, sulle pratiche politiche e sulla loro efficacia. Per liberarci da una cultura militarista, e dal virilismo e dalla logica che rimuove libertà e differenze.

….l a radicalità delle proprie ragioni e del proprio desiderio di trasformazione non si misura sulla disponibilità allo scontro in piazza, sulla sfida con la polizia per attraversare una linea rossa. La radicalità di un movimento si misura sulla sua capacità critica, sulla sua proposta innovativa rispetto all’ordine delle cose, sulla sua capacità di smascherare linguaggi di potere invisibili e forme di dominio diffuse e di di riconoscere le forme di complicità con tutto quello che ci sembra naturale: la gerarchia tra uomini e donne innanzitutto. …..

…In molte mobilitazioni le donne hanno un ruolo decisivo ma senza che questo venga riconosciuto come dato che trasforma quei percorsi. In molte lotte le dinamiche violente, il linguaggio utilizzato per denigrare l’avversario (pensiamo alla Gelmini) fanno ricorso alla volgarità misogina o omofoba che a stento viene problematizzata…

….  La violenza non è, infatti, solo politicamente inutile, è culturalmente subalterna….

….Non ci piacciono i corpi militari, i corpi collettivi in cui perdere la nostra singolarità e ci spaventa la seduzione che esercita, soprattutto su molti maschi, l’emozione di sentirsi parte di un “corpo unico” che si scontra col nemico. Rifiutiamo qualunque pratica che chieda alle persone di omologare la propria irriducibile singolarità. Vogliamo liberarci da una cultura militarista, dal virilismo, dalla logica che rimuove la libertà e la differenza di ognuno e ognuna.

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Appuntamento a Siena!

Posted by vacrigistina su 8 luglio 2011

Puoi seguire l’evento anche in streaming al link

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Accade alla Maddalena di Chiomonte. Messaggio alle forze dell’ordine

Posted by vacrigistina su 5 luglio 2011

Direi che non c’è bisogno di aggiungere niente….ecco una donna che ha trovato le parole per dirlo e il modo più giusto e bello di farlo.

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La credibilità di chi denuncia uno stupro

Posted by vacrigistina su 5 luglio 2011

Delusione e rabbia, le emozioni provate leggendo l’articolo di Mario Platero di domenica 3 luglio pubblicato sul Sole24ore, sul presunto stupro di Strauss-Kahn. Emozioni che oltre a spingermi a scrivere alla redazione, probabilmente mi indurranno anche a non comprare più il quotidiano di Confindustria. Ma credo che poco importi, dato che forse la redazione di quel giornale si arrocca ancora sullo stereotipo che “l’economia non è affare da donne”, rivolgendosi soprattutto ad un target di lettori uomini e facendo scrive in larga maggioranza giornalisti uomini. In ogni caso mi sono sentita in dovere di intervenire, perché ogni silenzio supporta il rafforzamento degli stereotipi e l’uso di un linguaggio e un giornalismo sessista, fattori che ovviamente contribuiscono alla violenza di genere, o comunque non concorrono alla sua eliminazione. Ma forse la carta dei doveri del/la giornalista e la deontologia professionale non trattano né la questione della violenza di genere né la questione di un linguaggio rispettoso dell’identità femminile e non sessista. Ma torniamo al punto. Tralasciando la questione di innocenza o colpevolezza che è materia di giudici, e non di lettori/lettrici ne tantomeno di giornalisti/e, ciò che mi offende e mi solleva dubbi sulla capacità di analisi del giornalista che ha scritto l’articolo (dovrei forse sospettare anche di un velato maschilismo?), è la criminalizzazione della donna che ha denunciato lo stupro, e quindi della VITTIMA, almeno fino a prova contraria (nuovamente nella materia dei giudici e non dei/lle giornalisti/e) di questa vicenda, che mi fa si preoccupare ma non mi sorprende, o meglio non mi appare, a fronte delle statistiche e delle vicende storiche più o meno recenti, così inverosimile.

La donna non è “attendibile”, perché fidanzata/spostata o amante di un uomo attualmente incarcerato per reati di droga? Perché ha sui suoi conti bancari 100 mila euro (acquisiti in modo legalo o illegale)? Perché è un’immigrata (e per giunta africana che parla Fulani) che ha fatto carriera come cameriera velocemente? Perché è una presunta – più o meno occasionale – prostituta (tesi sostenuta ovviamente della difesa, di cui lo stesso giornalista sottolinea la mancanza di prove!)? O perché dopo l’interrogatorio (che ricordiamo riguarda uno stupro, cioè una violenza fisica grave e con conseguenze anche psicologiche) urla nei corridoi?

Mi chiedo, come questi aspetti evidenziati nell’articolo influenzino l’attendibilità in merito alla denuncia di uno stupro subito. Cosa dovrei leggere tra le righe dell’articolo, che una prostituta è una bugiarda? Che una compagna di un trafficante, mente quando denuncia una violenza?O se una donna fa carriera come cameriera di hotel significa che “sa mungere denaro ai clienti” cioè si prostituisce (elemento considerato tipico d’altronde della carriera femminile?!) e quindi è sospettabile? O forse peggio ancora, che non ci dobbiamo stupire (e forse neppure chiederne giustizia) se chi accetta di essere pagato per prestazioni sessuali viene violentata? E’ davvero grave pensare (e scrivere su un giornale) che una prostituta non è credibile nella denuncia di uno stupro perché in questo modo si legittimano gli stupratori delle prostitute (e si incentivano perché difficilmente punibili legalmente?)

Ma poi magari, in fondo una prostituta se l’è cercata, come quelle donne che girano di notte sole, o quelle che indossano abiti succinti. Alla fine se sei una cameriera di hotel e prostituta, qualche dubbio lo sollevi no? Un po’ come quelle donne che denunciano di essere state violentate pur avendo indosso i jeans, un po’ come le mogli che denunciano la violenza sessuale del marito, ma ci sono restate anni insieme. Non sono credibili. Ed ecco che da vittime diventano prostitute, bugiarde, isteriche, approfittatrici.

Povera Nafissatou Diallo, si era illusa che in quello che è ritenuto il più grande paese democratico del mondo, non fosse difficile denunciare uno stupro, come in alcuni paesi del continente da cui è emigrata, che richiedono la testimonianza di 4 o 5 uomini affinché una donna che è stata violentata possa ricevere giustizia per l’atto di violenza subito. Si era pure illusa, di venire trattata almeno con dignità. Non sapeva che in questo occidente così ancora uomo, non servono testimoni per essere legittimate a denunciare una violenza, ma prove di castità e di buona condotta morale.

Pensando a te, e alle tante donne che ogni giorno vengono violentate, ho scritto questa lettera. Pensando a te e alle tante donne che ogni giorno vengono violentate, boicotterò tutti quei giornali che criminalizzano le vittime (anche se presunte).

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