Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Donne avete paura?

Posted by vacrigistina su 11 maggio 2010

Il silenzio di queste settimane diventerebbe assordante in queste giornate di violenza contro le donne. Consapevole del fatto che oggi non è una giornata così particolare, e che purtroppo gli episodi di violenza degli uomini sulle donne (come ben ci ricorda il blog bollettino di guerra) sono quotidiani, anche se non considerati dai media.

Sto ascoltando la trasmissione di Popolare Network “Microfono aperto” dedicata alla violenza di genere. Mi sono persa l’inizio ma mi sembra di capire che il focus sia incentrato sul fastidio degli uomini nel sentirsi paragonati a bestie violente. Mi sembra di capire che è emerso anche un certo fastidio verso la scelta del tema. Mi sembra di capire che la domanda che il conduttore ha posto alle donne è la seguente: avete paura degli uomini?

Sono una grande fan di Popolare Network, e anche della trasmissione, e so che buona parte di essa viene “affidata” agli interventi degli ascoltori, ma credo che oggi sia stato commesso un grave errore di prospettiva.

Parlare di violenza sulle donne, chiedendo agli uomini se si sentano infastiditi dalle notizie di cronaca e dalle valutazioni (purtroppo sempre superficiali) che vengono fatte mi sembra veramente assurdo. Dovrebbero più che essere infastidi essere preoccupati per sè e per la società in cui vivono. E questa potrebbe essere già una domanda più intelligente. Credo che un maggior coinvolgimento degli uomini su questa tematica sia fondamentale, ma coinvolgerli significa informarli, farli riflettere, spingerli a mettersi in discussione, e non tanto stimolare la loro difesa e il loro rifiuto della violenza.

Noi donne, più o meno femministe, abbiamo a lungo riflettuto sui ruoli di genere, sugli stereotipi, sulle pratiche e sui modelli sessisti, perchè gli uomini non l’hanno mai fatto? Perchè invece di mettere in discussione loro stessi e la società maschilista e patriarcale in cui vivono, parlano di fastidio? Perchè non si sono mai chiesti davvero come mai siano gli uomini a fare violenza fisica sulle donne? Perchè accettano quotidianamente che questo accada? Perchè non fanno qualcosa di concreto (insieme alle tante donne che lo fanno) invece di limitarsi a trovare giustificazioni, spiegazioni alle singole storie di violenza, cause, invece di lmitarsi a difendere la loro immagine sociale? Tutti pronti a dire che non tutti gli uomini sono violenti e nessuno pronto a riflettere veramente sulla violenza di genere. Nessuno pronto a mettersi in discussione. Ed è ovvio il motivo: la loro secolare situazione di privilegio. Il loro secolare potere. La loro secolare posizione di comodo. Cambiare la società per eliminare la violenza di genere comporta un cambiamento radicale delle relazioni tra generi, che avrebbe come prima conseguenza la perdita del potere e del privilegio degli uomini. Questo è il vero problema. Questo è il vero ostacolo.

Ma perchè, poi, chiedere se gli uomini sono infastiditi da questa immagine di violenza che li viene associata quando (raramente) i media parlano dei tanti episodi di omicidi, stupri, stalking a danno delle donne? Perchè allora non chiederli (quello che invece io mi chiedo sempre) se non si sentono infastidi dall’essere trattati come bestie dalle pubblicità e dai vari media che li bombardano con immagini di donne nude, di culi, di tette? Perchè non chiederli se non si sentano infastiditi da un governo di puttanieri? Perchè non chiederli se non si sentono infastiditi dalla loro condizione di privilegio? Dall’essere (auto?) esclusi dai compiti di cura della famiglia e della casa? Si sentono forse infastiditi da un parlmento quasi totalmente maschili? Si sentono infastiditi dalle battute sessiste? Dai ruoli stereotipati a cui sono educati? Quando saranno chiamati gli uomini a dover rispondere a queste domande invece che spinti a difendersi e a difendere la loro posizione di privilegiati?

Certo sapere che ci sono uomini che prendono le distanze dalla violenza, mi potrebbe far piacere se prendere le distanze non significasse indifferenza o fastidio, come invece mi sembra sia.

Comunque rispondendo alla domanda rivolta dal conduttore: si ho paura. Ho paura perchè oggi si parla di disagio degli uomini di fronte ai cambiamenti sociali e alle relazioni di genere, si parla di fastidio di fronte all’associazione uomo-violenza, si parla di solitudione dell’uomo, di difficoltà maschile di fronte ai cambiamenti sociali delle donne dentro e fuori le mura domestiche, ho paura perchè questa prospettiva nella migliore delle ipotesi far perdere di vista le cause reali e nella peggiore giusitifica la violenza di questi giorni. Violenza che forse è bene ricordare, c’è sempre stata anche quando le donne lavoravano solo dentro casa, quando le donne non potevano divorziare, quando le donne non potevano scegliere il fidanzato, quando non potevano avere diverse esperienze sessuali. Non cerchiamo quindi stupide spiegazioni nel divorzio, nella difficoltà dei giovani di fronte ai cambiamenti, nella solitudine degli uomini lasciati. Queste sono solo alcune sfumature di una stessa cuasa: abuso del potere maschile. E l’unica soluzione è quella di introdurre una nuova concezione di potere e soprattutto di eliminare il potere degli uomini in tutte le sue forme. Se questo non avviene io ho paura ma non degli uomini ma dei pericoli di una società che non sa cambiare.

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