Vacrigistina's Blog

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La fecondazione assistita è un diritto!

Posted by vacrigistina su 8 aprile 2010

Vietare in assoluto la fecondazione eterologa lede i diritti umani  espressi nella Convenzione Europea, ed in particolare contrastata con il diritto alla vita familiare e con il principio di non discriminazione. La Corte di Strasburgo si è pronunciata con una sentenza del 1 aprile, in seguito alle istanze presentate da due  coppie eterosessuali non fertili austriache, e ha condannato l’Austria stabilendo il precedente a cui ricorrere per casi analoghi anche in altri paesi Europei. La legge austriaca, come quella italiana, vieta in assoluto la fecondazione eterologa in vitro, permettendo soltanto quella omologa. Proprio questa differenza secondo la Corte di fatto rappresenta una discriminazione per alcune coppie che si trovano nella stessa situazione di infertilità di altre ma che non possono ricorrere al metodo della fecondazione. Secondo la sentenza quindi una volta che un Paese prevede la possibilità della fecondazione omologa, deve consentire anche quella eterologa. La Corte di Strasburgo ha inoltre sottolineato che sarebbe auspicabile  un approccio unitario sulla fecondazione assistita in Europa – nel rispetto dell’autonomia dei paesi membri –  che garantisca un’uniformità nei vari stati. La Corte Europea  si è pronunciata contro le giustificazioni etiche e quelle basate sul pericolo della pratica di selezione riproduttiva. Pericolo paventato anche nel nostro paese e usato anche per negare il diritto alle coppie fertili di ricorrere alla pratica di fecondazione assistita anche nei casi in cui uno od entrambi i genitori siano portatori sani o malati  di malattie genetiche   (divieto stabilito dalla legge 40 del 2000). Il pericolo della selezione riproduttiva o di eugenetica, sostenuto dalla sottosegretaria al Ministero della Salute in un’intervista a Report a supporto del divieto stabilito dalla legge italiana, secondo la Corte, in relazione alla fecondazione eterologa, che può esser tranquillamente evitato attraverso l’applicazione di alcune misure utili, non rappresenta una causa sufficiente per proibire una specifica tecnica di procreazione in modo assoluto.

In merito al divieto di ricorrere alla fecondazione assistita per le coppie fertili, nel nostro paese si sono pronunciati alcuni tribunali regionali, il Tribunale di Cagliari e quello Salerno, pronunciandosi a favore delle coppie che avevano presentato ricorso, stabilendo anche qui un precedente a cui altre coppie potrebbero ricorrere. Il diritto a scegliere liberamente di avere una figlia o di fare in modo che la figlia non sia malata di una grave malattia, in molti casi mortale, viene quindi stabilito nelle aule di tribunali piuttosto che nei parlamenti, e quindi anche se in controtendenza, mi viene proprio da pensare “per fortuna ci sono i giudici!”, anche se qualcuno che la pensa proprio al contrario.

Intanto diamo finalmente il benvenuto alla pillola abortiva RU486 in Puglia, nella speranza che anche nelle altre regioni sia presto riconosciuta la possibilità alle donne di interrompere volontariamente la gravidanza senza intervento chirurgico, e sia soprattutto riconosciuta la loro intelligenza e libertà di scegliere con consapevolezza e nel rispetto delle loro dignità e salute.

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