Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

La cellulite non è una malattia

Posted by vacrigistina su 4 aprile 2010

Si avvicina l’estate, e verrebbe da dire finalmente. Ma a rovinare l’entusiasmo per l’arrivo della bella stagione, arrivano, come ogni anno le pubblicità che con toni sempre più minacciosi, creano un’ansia da “prestazione estetica”. La prova bikini sempre in agguato per mettere in crisi alcune donne, prova che sembra sempre più importante, più difficile da superare di una discussione di laurea o di un colloquio di lavoro. Una prova che richiede impegno, sacrificio e soprattutto soldi per essere superata a pieni voti. Essere insomma una donna oggetto, abbastanza gradevole da essere guardata e desiderata richiede lavoro. E mica tutte riescono ad essere all’altezza di una copertina da rivista pornografica. Ma per fortuna esistono i prodotti cosmetici che come per magia possono renderci tutte “conigliette”, sode e sexy prima di giugno. E a chi non interessa, a chi preferisce spendere i propri soldi e il proprio tempo per godersi in vari modi la propria vita piuttosto che dedicarsi a scolpire culi di marmo, deve comunque subire cartelli pubblicitari fuori dalle farmacie (avete presente quei cartoni a dimensioni naturali che mostrano schiene e culi perfetti di donne senza volto, che stanno per strada fuori dalla farmacie?Altro che Playboy e Tinto Brass) spot televisivi, pubblicità su riviste e quotidiani cartacei e on line. E guai a pensare che c’è tempo per diventare belle barbie prima dell’estate. Per combattare per esempio, quel fastidiosissimo problema della cellulite (che pare affliga noi ragazze più della precarietà, delle bollette e dell’affitto da pagare, del contratto a scadenza ravvicinata, dello studio, della mancanza di asili nido, del declino indecoroso di questa democrazia e del paese, che crei più danni della candida o del papilloma virus) è necessario prepararsi per tempo. Un problema così importante non va sottovalutato, insomma non stiamo parlando di politica o di economia, siamo parlando di culi lisci e sodi, è un tema che richiede attenzione. Menomale che ci sono pubblicità, siti, riviste che ce lo ricordano. Come per esempio la nuova pubblicità di Somatoline, che infatti apre con una frase pronunciata da una voce maschile in tono serio e drammatico “La cellulite è una malattia”.

Ecco, lasciamo perdere per un attimo il sarcarsmo, che inevitabilmente emerge quando mi trovo a dover immaginare migliaia di donne che nonostante la crisi, spendono soldi per il loro culo, e passano ore a spalmarsi cremette. Diventiamo serie e affrontiamo il tema cellulite e la nuova pubblicità segnalata.

Come si può immaginare la cellulite in passato non era considerata un problema anti-estetico, ma al contrario donne grasse e piene di cellulite erano considerate attraenti e nello stesso tempo immagine di salute e prosperità. A partire più o meno dagli anni ’60 si comincia a parlare di cellulite, e nella nostra attuale società, così influenzata nel gusto dalla moda, e dominata da un nuovo sillogismo “magrezza=salute”, anche la cellulite inizia ad essere vista come un problema, inizialmente soltanto estetico, e adesso anche medico. Ecco allora un altro nuovo sillogismo “assenza di cellulite=salute”. E la nuova pubblictà ne è un segnale molto esplicito. La nostra società ha quindi medicalizzato la cellulite, trasformandola cioè da evento fisiologico in malattia. Si usa sempre di più il nome scientifico, panniculopatia edemato-fibro-sclerotica, che le dà autorevolezza a questa “malattia” e allo stesso tempo spaventa le donne. Bene. Sappiamo adesso che siamo tutte malate di panniculopatia edemato-fibro-sclerotica. Ma anche se questa malattia esiste, siamo sicure che siano i buchetti che ci vediamo sul culo e le coscie? Siamo sicure che la malattia sia quella “buccia di arancia” con cui ci tormentano? E’ questa la malattia? E se si, come curarla? Con le creme tanto pubblicizzate? E no. E a dire no, è stato l’Istituto Superiore della Sanità che collaborando con l’Autorità garante per le comunicazioni, hanno denunciato diverse pubblicità ingannevoli. In una relazione dell’ISS del 2001 su “Cosmetici: salute e qualità della vita” si legge: “si è sottolineato la netta separazione che sussiste tra prodotti cosmetici e prodotti che possono vantare proprietà terapeutiche, l’Autorità ha rilevato l’ingannevolezza dei messaggi laddove nel promuovere un prodotto cosmetico affermavano o lasciavano intendere che lo stesso potesse avere un’efficacia terapeutica nei confronti di determinate patologie, in realtà non ascrivibile ai prodotti cosmetici e non suffragata da alcun riscontro scientifico. Numerose pronunce hanno riguardato in particolare messaggi relativi a prodotti anticellulite per uso topico, che attribuivano al prodotto pubblicizzato la proprietà di eliminare in via definitiva o contrastare efficacemente la cellulite, suffragando quanto affermato relativamente all’efficacia del prodotto con il riferimento a specifici principi attivi in esso contenuti e ai risultati di studi e sperimentazioni condotte sul prodotto. Con riguardo a tali messaggi si è affermato il principio che la cellulite, in quanto manifestazione lipidistrofica, la cui genesi multifattoriale è estremamente complessa, richieda un approccio terapeutico che non può ssere assicurato da un trattamento cosmetico che, per sua natura, non è in grado di agire sulle cause all’origine di tale patologia, potendo esclusivamente esplicare un’azione benefica in relazione ad alcune sue manifestazioni quali, ad esempio, l’accumulo adiposo localizzato.”

L’Agcom ha infatti sanzionato molte aziende per pubblicità su prodotti cosmetici anti-cellulite (come per quelli trattamenti dimagranti) a contenuto ingannevole e che tra l’altro omettevano i possibili rischi connessi all’ulitizzo del prodotto. Ma forse certe lezioni non si imparano mai. E neanche le donne, riescono ad impare una lezione semplice e facilissima: vedere nella cellulite una malattia, o anche semplicemente un fastidioso problema estetico, conviene alle aziende che producono cosmetici, agli istituti di bellezza e di benessere, ai chirurghi estetici. Conviene perchè redditizzo. L’obiettivo di queste aziende non è “curarvi” ne tanto meno insegnarvi ad amarvi o ad essere serene, o a godervi il mare, l’estate e la vita, il loro obiettivo è fare profitto. Non fatevi fregare, e invece di spendere soldi per creme inutili per cercare di diventare donne oggetto e raggiungere obiettivi irrangiungibili, date quei soldi a qualche associazione di donne, date i soldi a qualche collettivo femminista. Loro si, che lavorano per le donne, e anche se non vi elimineranno la buccia di arancia, con molta più probabilità vi aiuteranno ad essere felici.

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2 Risposte to “La cellulite non è una malattia”

  1. Simona said

    ti ho scoperta stamattina grazie al link di comunicazione di genere. Sei dissacrante e potentissima!
    Ti comincerò a seguire!

  2. Ron said

    I read this paragraph completely concerning the resemblance of most recent and preceding technologies, it’s remarkable article.

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