Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Cresce la Lega Nord, cresce l’indifferenza verso le donne

Posted by vacrigistina su 30 marzo 2010

Non vorrei scivolare nella riflessione sui risultati elettorali delle candidate, perché in merito avevo già scritto e poco cambia adesso con i primi risultati elettorali. Qualcosa di più significativo potrà esser detto con una valutazione delle politiche che verranno attuate e con l’auspicabile lettura di genere della partecipazione politica alle elezioni. La vittoria della Polverini conferma quello che molte di noi già sanno: le battaglie per i diritti delle donne sono considerate sempre secondarie alle logiche di partito o a false differenze sui temi economici. Quelle battaglie che la Bonino, più sicuramente della Polverini, ha portato avanti non hanno acquisito un rilievo tale da far acquisire la fiducia delle elettrici verso chi ha sempre preso una posizione chiara e decisa su alcune tematiche che ci riguardano da vicino. Non so se è giusto che sia così, ma questo è successo.

Comunque piuttosto che soffermarmi su questo aspetto, vorrei aprire una riflessione su quella che è stata definita una vittoria della Lega Nord a queste elezioni regionali. Tralasciamo la lettura precisa dei dati che potrebbe rilevare se effettivamente questa interpretazione è quella più giusta,e prendiamo per buona la vittoria della Lega. Ecco questa vittoria è una sconfitta delle donne e della loro partecipazione attiva alla politica.

E si, arrendiamoci al successo politico del movimento per l’indipendenza della padania (tra i commenti che ho sentito ieri sera non ce n’era neppure uno allarmato dalla deriva xenofoba di questo paese, perché va bene il territorio va bene la vicinanza alle persone e ai problemi dei lavoratori, ma la lega nord è un partito razzista, o almeno è un partito pieno di esponenti razzisti e quindi le cose sono due: o le persone stanno diventando sempre più razziste o semplicemente sono completamente indifferenti verso la situazione dei migranti e dei richiedenti asilo e degli immigrati che vivono in Italia, difficile dire cosa sia meglio).

Se ha vinto il partito del “ce l’ho duro” e del concorso “Miss Padania”, un partito senza donne candidate a posizioni importanti ha vinto anche grazie i voti delle donne. Questo significa che l’attenzione delle donne è rivolta altrove. In realtà all’interno del movimento leghista è presa in considerazione la “prospettiva femminile”.

Esiste infatti all’interno della Lega Nord, un Gruppo politico femminile,che assomiglia poco però ai gruppi femministi che un tempo si formavano all’interno dei partiti, ma che vede le donne come gruppo a parte all’interno di un movimento politico, alla pari dei giovani, e che invece di rendere trasversale la tematica di genere in linea con i cambiamenti a livello europeo, non fa che ghettizzare la voce e il raggio di azione delle militanti. Al di fuori di questo gruppo, come si pone il partito leghista nei confronti della partecipazione delle donne alla vita politica e sociale del paese? si pone il problema di rimuovere gli ostacoli che limitano la vita delle donne nei vari aspetti sociali ed economici? A me non risulta, ma vorrei tanto sbagliarmi.

Ma torniamo al gruppo politico femminile. Come slogan, il gruppo ha ripreso una frase di Papa Benedetto XVI (in barba a tutte le frasi belle e significative che hanno detto e scritto le donne!).

Ecco i primi principi del gruppo: sviluppare e promuovere l’identità della donna nella cultura occidentale – trasmettere i valori legati alla tradizione e all’amore per la propria terra – tutelare la famiglia naturale e gli interessi famigliari, morali, economici e politici della donna. Nelle posizioni successive vengono la tutela della salute della donna, il contrasto alla violenza di genere, la promozione della parità nel mondo del lavoro, l’implementazione dei servizi per l’infanzia. Il GPF ha creato anche uno sportello Famiglia, che (come si legge sul sito) “Con il motto “Ogni famiglia è un’azienda”, lo sportello offrirà consulenza in questi ambiti: salute, psicologia, alimentazione, pensioni e fiscalità, legale e condominiale”.

Le attività del gruppo si concentrano sulla violenza di genere e gli stupri, promuovendo soluzioni come la castrazione chimica e l’inasprimento delle pene (Organizzano anche un “Women’s day” dedicato alla sensibilizzazione sulla violenza di genere, ma ovviamente la prospettiva è quella della difesa della donna padana, madre e moglie).

Grande attenzione poi alle violenze verso delle donne fatte da “extracomunitari”, e questo è pericoloso, non solo perché in contrasto con i dati che mostrano che la violenza di genere è perpetrata soprattutto all’interno delle famiglie da parte di italiani, ma perché può portare ad una visione etnica della violenza sulle donne, che invece come sappiamo non ha patria. L’opposizione a pratiche di mutilazioni genitali femminili, che sappiamo esser diffuse soprattutto in alcune culture e paesi, non può in questo caso esser valutata positivamente perché viene strumentalizzata dalla visione di chi per cultura e religione si sente superiore, viene strumentalizzata contro i migranti piuttosto che muoversi realmente a favore delle donne che subiscono torture e crimini di questo tipo. Manca una cultura del rispetto dell’altro da cui possa muoversi un discorso sinceramente critico verso certi crimini che vengono fatti in determinati paesi e le conseguenti azioni da promuovere a tutela delle donne. Si parla soprattutto di necessità di sicurezza, come se aumentare i poliziotti e le ronde possa risolvere i problemi culturali di un paese sessista e maschilista. Ma questo già si sapeva. Come io sapevo di poter trovare poco in comune con un gruppo che ha una certa visone della donna. Resta però il fatto che questa visione sta vincendo, ( a livello regionale e nazionale) e noi donne che riflettiamo su come allargare la cittadinanza attiva delle donne per creare società più giuste, su come rimuovere gli stereotipi, su come contrastare la mercificazione delle donne e un linguaggio discriminatorio, siamo chiamate a riflettere adesso sul perché le donne scelgano la Lega Nord. Probabilmente perché non c’è sul loro territorio un’alternativa femminile credibile su ciò che riguarda direttamente le donne, probabilmente perché nessun partito mette come primo punto del suo programma la parità tra uomo e donna, o più probabilmente perché c’è una visione distorta delle tematiche di genere e dei diritti delle donne. O ancora più probabilmente perché l’indifferenza verso certi temi è ancora troppo grande. Da questo forse dovrebbero partire quei partiti che vogliono davvero cambiare per promuovere un cambiamento politico e sociale, ma da questo dovremmo partire anche noi donne che tanto ci dedichiamo alla diffusione di una cultura di genere in questo paese. Credo che sia davvero necessario sviluppare una riflessione di genere, sull’ampliamento dei consensi ottenuti dalla lega Nord, e ancora più necessario è creare consapevolezza tra le donne per stimolare una presa di coscienza che incida sul voto, e che lo trasformi in un “voto in ottica di genere”. Resta il problema della rappresentanza (reale) di genere, per la quale poi spendere questo voto.

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Una Risposta to “Cresce la Lega Nord, cresce l’indifferenza verso le donne”

  1. sara_lina said

    Volpi elogia il lavoro della Lega ed i suoi successi http://www.loccidentale.it/articolo/milano+la+lega+prenota+la+polyrona+della+moratti.0088720

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