Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Rai per una notte: una prospettiva di genere della serata

Posted by vacrigistina su 26 marzo 2010

Bell’evento, quello di ieri sera. Non ero in piazza, ma anche da casa ho percepito l’energia positiva. E’ bello vedere che le persone, di fronte al pericolo della censura e all’attacco al diritto di espressione e informazione (attivo e passivo), reagiscono. Vedremo che succederà. Ovviamente possono esser sollevate alcune critiche e possono nascere alcune perplessità sull’organizzazione e sui propositi, ma fa bene sentire parole come quelle pronunciate da Milena Gabanelli (che probabilmente ha fatto il discorso più bello), a Gad Lerner e a Barbara Serra (che ci ha ricordato i principi del giornalismo anglosassone e la differenza tra la televisione pubblica inglese e quella italiana), Mario Monicelli. Come fa bene leggere che Vittorio Feltri è stato sospeso dall’Ordine dei giornalisti (ma nonostante questo sono a favore dell’abolizione dell’ordine).

Una cosa nella serata mi ha colipto più di tutte: le lavoratrici intervistate. E’ stato infatti dedicato un spazio (molto piccolo) a tre realtà del mondo del lavoro, e a parlarne sono state tre donne. La storia della fabbrica dell’Omsa (dove lavorano 320 operaie sul totale di 400 dipendenti), della Renopress di Faenza e dell’ISPRA. Storie di cassaintegrazione, di delocalizzazione delle fabbriche, di precariato e di tagli alla ricerca. Tre donne della nostra realtà, di quella che troppo spesso viene dimenticata dai media, di quella realtà che viene continuamente manipolata dalla tv con la sua operazione di vetrinizzazione sociale e mercificazione del corpo delle donne. E’ stato proprio bello vedere che a rappresentare il mondo del lavoro ci fossero donne. Ed è probilmente la cosa che più mi è piaciuta.

Mi è piaciuta molto meno, la metafora usata da Luttazzi per “descrivere” la situazione dell’Italia. Ho un’idea molto alta della satira, anzi adoro la satira (sarà anche perchè sono nata nella città del Vernacoliere), e credo che il diritto di satira sia sempre e comunque da difendere. E più è pesante e più mi piace, la satira. Ma come percepisco e conseguentemente critico il sessismo della pubblicità, della tv, dei media, del linguaggio in generale, ecc., lo faccio anche per la satira. Forse sbaglio. Non so, ma da donna sentirmi paragonata al “servilismo di alcuni giornali”, sentirmi paragonata a Minzolini, non è proprio piacevole. E neppure divertente. A me piace molto Luttazzi e approvo il suo modo di far satira. Forse sarebbe bastata una parola per spiegare bene che non si voleva offendere le donne, e che poi alla fine il sesso anale passivo è bisex. Ma quella frase non c’è stata. C’è ne sono state purtroppo altre per descrivere il comportamento sessuale della donna: servile, sottomesso, una resistenza falsa che viene poi abbandonata per raggiungere l’orgasmo da sottomissione. Non è tanto la metafora del sesso anale doloroso e spiacevole, che ci può anche stare. E’ stata l’associazione atteggiamento sessuale della donna (secondo Luttazzi ovviamente) all’atteggiamento passivo, mediocre e servile degli italiani e delle italiane, che anche se cercano falsamente e lievemente di resistere poi si lasciano prendere e alla fin fine li piace pure. Mi dispiace Luttazzi ma hai proprio scelto una metafora infelice, perchè sessista. E il sessimo anche nella satira, fà schifo, fa arrabbiare e non fa ridere.

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16 Risposte to “Rai per una notte: una prospettiva di genere della serata”

  1. Alessio said

    il mio intervento preferito è stato quello di monicelli eheh ma anche gad lerner mi è piaciuto molto.

    sai che sentendo Luttazzi ti ho pensato? nel senso che ho immaginato la tua reazione e all’inizio anche io ho pensato quello che dici tu ma quando poi ha allargato “la visuale” riferendo il sesso anale al popolo italiano ho compreso che non si riferiva al rapporto uomo-donna ma a quello potente-suddito, che facilmente può essere accostato ad un rapporto patriarcale ma che pensato per il popolo intero assume secondo me altre connotazioni. La faccia della donna che dolorante alla fine si sottomette al piacere… beh… sarà stata la rappresentazione di una sua esperienza personale, no? 😀

    Si la metafora è infelice ma comunque lui l’ha detto all’inizio che era un monologo approvato dalla CEI e certe cose, a quel punto, bisognava aspettarsele eheh

  2. lavaginaèundettaglio said

    io non mi sento offesa se un uomo esprime un concetto usando una metafora a sfondo sessuale, non capisco dove sia il problema, ma credo di intuire perchè lo sia per te,( e spero di sbagliarmi)dovrebbe darci fastidio sentir parlare di sesso perchè in quell’ambito giochiamo un ruolo di presunta subalternità ?
    perchè ci lasciamo penetrare e non penetriamo ? vada x la critica culturale, ma la critica anatomica, mi pare un pò sterile

  3. vacrigistina said

    Non potrei trovare parole migliori per rispondere al commento quindi vi segnalo due link sul tema che condivo pienamente:
    http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6138

    http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6148

  4. Alessio said

    vagi o vacri, non so come chiamarti 😀

    il primo link mi sembra proprio una montatura incredibile. Luttazzi ha parlato di sesso anale consensiete (ebbene si, può essere consensiente), quindi più che “banalizzare lo stupro”, ha semplicemente parlato di una pratica sessuale diffusissima tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali (maschili). Quella anale è l’unica vera penetrazione che potrebbe accomunare uomini e donne. Il fatto che non abbia scelto una sodomia omosessuale da rappresentare credo sia riferita al fatto che egli sia eterosessuale e che probabilmente ha rappresentato un evento reale della sua vita. D’altronde, quando una comica parla di cose negative o simili e fa dei riferimenti sessuali spesso prende come strumento di comparazione l’uomo ridicolizzandolo a dovere. Mi sembra giusto, mi sembra normale, in molti casi è una cosa eterosessuale. A maggior ragione se pensiamo che nel nostro paese l’omosessualità sia maschile che femminile è ancora PIU’ di un tabù a destra come a sinistra.

    il secondo link è molto più condivisibile a mio parere perchè si occupa più in senso stretto del linguaggio di luttazzi (e non di un fantomatico stupro che assolutamente non ha avuto luogo nel monologo del comico) senza inventare fantomatici stupri.
    Mi chiedo però quale sia effettivamente l’aspetto negativo della rappresentazione di un’opinione in modo “libidinoso” (il machismo è un aggettivo negativo, ok; ma la libidine anche?).

    E poi, siamo sicuri che una metafora (anche se sessuale) sia “buttare in pasto al pubblico dei luoghi comuni”? oppure, più semplicemente, rendere il discorso metaforicamente comprensibile a tutti visto che il bruciore del deretano durante una penetrazione ci accomuna tutti indistintamente, uomini, donne e maria de filippi?

  5. Alessio said

    ps. scusa le ripetizioni, di prima mattina questi discorsi sono difficili da intraprendere 😀

  6. vacrigistina said

    L’associazione allo stupro (sinceramente non era secondo me il punto principale della critica ma a quanto pare Luttazzi aveva già usato espressioni che in qualche modo si potevano associare alla violenza fisica e sessuale sulle donne) è racchiusa nella visione ipocrita e sessista del ruolo della donna nel rapporto sessuale, in questo caso anale:un ruolo passivo, sottomesso e soprattutto nel suo iniziale rifiuto che poi diventa non si sa per quale ragione un abbandono alla voglia del maschio e del suo “martello pneumatico”. Luttazzi ha proprio detto “sembra che non voglia ma invece vuole” è qua la logica giustificativa di alcuni stupri (reali). Quante volte hai sentito dire questa frase per motivare una violenza fisica? Pensaci, da uqa è partita la riflessione. La cosa che io ho trovato più offensiva è questa visione ipocrita della donna e del sesso: 1) la donna deve dire di no anche se vuole altrimenti magari viene vista come una donnaccia 2) oppure non vuole ma acconsente perchè così è inteso il sesso. Il godimento della donna è passivo e sottomesso e in più non esiste orgasmo anale (nè per uomini nè per donne). Insomma la scena descritta per me donna libera da falsi perbenismi e libera sessualmente è stata davvero penosa. Mi dispiace ancora di più se questa immagine nasce da un’esperienza personale di Luttazzi avrà evidentemente avrà dei problemi sessuali e comportamentali.
    Per quanto riguarda il “farsi capire dalla gente” il discorso è molto pericoloso perchè può abbassare il livello culturale e lingusistico delle persone, che invece anche se in modo semplice dovrebbe essere incentivato a migliorare; è un discorso che in politica può portare ad una deriva populista, e che ha trovato un esempio nel linguaggio della Lega Nord ma anche degli elettori della polverini a roma che ieri per festeggiare cantavano “chi non salta comunista è”. C’è da stare attenti. Comunque ribadisco che non è tanto il linguaggio nà la volgarità e proprio l’immagine della donna nel sesso e la sua associazione alla mediocrità, alla sottomissione, alla falsità. Non so che donne conosca Luttazzi, ma in ogni caso ci ha offeso tutte, anche se qualcuna come sempre non se ne rende conto.

  7. lavaginaèundettaglio said

    1 Sullo “stupro” ha già risposto Alessio, condivido.
    2 i punti 1 e 2 di cui parli nel commento sono tue supposizioni, opinabili, Luttazzi non HA detto questo, sei tu che HAI VOLUTO intendere questo.
    3 non ha offeso tutte, ha offeso te, perchè guardi il mondo in un ottica di genere, io mi sento una persona prima di sentirmi una donna, per lo stesso motivo per cui non “sento” nessuna identità nazionale, porsi recinti mentali è deleterio, in questo caso anacronistico, il tuo modo di vedere le cose andava bene negli anni 70, ora è ridicolo.
    Siamo abbastanza autodeterminate e sessualmente libere da poter accettare senza ipocrisie e filtri culturali i nostri istinti atavici, senza dovergli per forza dare una connotazione cultural/sessista.
    il piacere dato dalla sottomissione in campo sessuale interessa uomini e donne, (così come quello dato dalla dominazione)il primo che si alza in piedi a gridare : NO A ME NO !! non è sessualmente libero è culturalmente frustrato o mente o pensa alla sua identità di genere anche quando scopa !!!

  8. vacrigistina said

    Come ti renderai conto i commenti non sono moderati e sono sempre bene accetti, però i toni dovrebbero rispettare quelli di un educato confronto per permettere che sia tale. Ti rispondo comunque.
    Ti direi subito che sono femminista e che mi occupo di studi di genere, per questo motivo ritengo poco informata chi dice che non ci sia bisogno di una prospettiva di genere nella nostra società. Non c’è peggior sorda di quella che non vuol sentire. Sentire i dati sulla violenza di genere (che è appunto di genere) e sulle mutilazioni genitali femminili, sulle pochissime donne in politica, in parlamento, in ruoli di leadership nelle aziende e nelle istituzioni, i dati sul cosidetto tetto di cristallo e sul sex typing professionale e educatico. Cieca di fronte alla mercificazione del corpo delle donne, della loro sessualità, sorda di fronte ad un linguaggio maschile che esclude le donne dalla storia, dalla cultura, dalla società (e potrei continuare a lungo purtroppo). Cieca di fronte ai cambiamenti economici e politici che vedono nelle donne, in quanto donne, una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale di un paese, come espresso nella strategia di lisbona dell’UE e confermato dalla diffusione del gender mainstreaming. Probabilmente siamo solo tutti e tutte ridicole noi che portiamo avanti una prospettiva di genere (che non è più la rivendicazione femminista degli anni ’70, ma forse ti sfugge la differenza), ma in ogni caso lo facciamo per raggiungere quell’obiettivo che tu credi di aver già conquistato (grazie a donne ridicole): una società fatta di persone che siano considerate, in tutto e per tutto, in maniera non sessuata, persone che si possano relazionare in maniera libera da stereotipi che ancora oggi limitano la prospettiva mentale e di vita di uomini e donne. Molte cose ne sono cambiate dagli anni’70 e infatti sono cambiati anche gli approcci e le metodologie, ma, purtroppo la divisione di genere della società esiste. E’ questo è un dato di fatto. Sei libera di non volerlo vedere, ma resta un dato di fatto e non un opinione (come invece quella su Luttazzi che io, tu, alessio e altre persone hanno espresso e che come tali rispetto e mi fa piacere leggere). Anch’io ho espresso un’opinione, senza mai voler pretendere che fosse altro, mi pare. Di donne ne esistono molte e diverse da loro, probabilmente quello che offende la Binetti non offende me e viceversa, in libertà mi concedo però di mettere in discussione quello che offende la Binetti o di quello che non offende la Binetti, per esempio, senza però pretendere di avere la verità assoluta. La sensibilità, e anche il livello di conoscenza, su certe tematiche è differente, l’importante è che le differenze siano da stimolo e che non ci sia chiusura e pregiudizio come invece percepisco dal tuo commento (oltre che percepire un’aggressività sprecata)
    Per quanto riguarda il “Siamo abbastanza autodeterminate e sessualmente libere “, io lo sono totalmente ma credo che finchè ci sia per qualcuna quell’avverbio probabilmente non è vano questo spazio.
    PS Sono femminista e ne sono fiera (e credo che il problema politico, sociale e culturale di questo paese derivi anche dal rinnegare i valori e l’importanza del femminismo, degli anni ’70 e del nuovo millennio che anche se è sfuggito a qualcuna è cambiato radicalmente), per questo sessualmente rifiuto ruoli di genere (tutti/e fan tutto quello che dà piacere e che vogliono fare) e ho dei bellissimi e immancabili orgasmi clitoridei, e lascio volentieri all’amante di Luttazzi l’inesistente orgasmo femminile anale da sottomissione!

  9. lavaginaèundettaglio said

    non mettermi in bocca parole che non ho pronunciato, non trovo ridicole le femministe degli anni 70,devo moltissimo a tutte loro, trovo ridicole le donne che le scimmiottano nel XXI secolo come se avessimo vissuto in un congelatore per 30 anni, ma ti capisco, ti affascina il tema dell’autodeterminazione femminile,lo stai studiando, probabilmente non hai ancora avuto il tempo di esercitare la capacità di critica e esterni pedissequamente ciò che leggi, sei giovane,( malgrado tu ritenga che sia poco educato usare il termine scopare, mi hai ricordato mia nonna, mi diceva sempre che le signorine non devono dire parolacce) avrai anche il tempo per formarti opinioni personali e contemporanee.
    Permettimi solo di obiettare che scrivere “in ogni caso ci ha offese tutte, anche se qualcuna, come sempre, non se ne rende conto” equivale a dire che chi è in disaccordo con te non capisce, questa è aggressività.
    Riguardo l’obiettivo dell’autodeterminazione, io non credo di averlo raggiunto, l’ho raggiunto,(per abbastanza intendevo sufficientemente ) che poi la società non lo riconosca è un altro tema, non sono mica cieca, ho un padre, un compagno, un capoufficio, la mia è una lotta quotidiana, credo semplicemente che focalizzarci su temi sessuali ci porti fuori strada,non faccia il nostro gioco, l’attenzione ossessiva a questo tema ci si ritorce contro, crea nuovi tabù, come quello del sesso anale,stigmatizzato, bollato come pratica sessista, non bastava la chiesa? Non ho il tempo di controllare se nel tuo blog ne hai già parlato, se ti vuoi incazzare veramente leggi questo: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fantefatto.ilcannocchiale.it%2F2010%2F03%2F27%2Fdonne_guaio_senza_soluzione.html&h=b5f7e285999f17bf3803dc7717011aaf

  10. vacrigistina said

    Ciao, allora vediamo le cose che hai scritto:
    – non ho mai detto che la parola scopare non vada usata, e anzi ho sempre detto che la volgarità mi piace e che sono una lettrice assidua del vernacoliere (ce l’hai presente?) ti avevo solo invitato ad usare un tono più educato (non urlare per esempio usando il carattere stampatello è una buona regola di comunicazione – non per le signorine ma per chi vuole comunicare davvero e non offendere come invece sai fare soltanto tu dato che alle mie affermazioni di contenuto non hai risposto, continuando a nascondere la mancanza di conoscenza su alcune tematiche con frasi ad effetto offensive perchè vuote e sterili, non è che sei una politicante?
    – ti invito nuovamente a rilfettere sulla differenza che già ti avevo segnalato tra il femminismo degli anni ’70 e l’approccio di genere nella lettura della società e nell’attuazione delle politiche (non posso farti una lezione, insomma informati prima di incazzarti tanto) e a questo proposito non scimmiotto nessuna, ma semmai mi apro all’apprendimento e al lascito delle persone che sono venute prima e che hanno avuto alcune esperienze che oggi possono servire anche a me (forse non ti farebbe male)
    – scusa ma dove hai letto nel mio blog la parola autodeterminazione delle donne?
    Hai mai pensato che negli anni’70 alcune persone (anzi molte) davano delle ridicole alle femministe? Qua non vuole esserci un paragone che tu continui a fare ma che secondo me è assurdo e poco sensato, ma per dire è facile a post riconoscere l’importanza di un pensiero (penso che l’abbiano fatto un pò tutti in questo paese per comodità e prigrizia) più difficile è aprire gli occhi sul quotidiano e sull’oggi.
    – non mi trattare da bambina, non so quanti anni hai e non è certo questo che fa la differenza, ho un fortissimo senso critico, sulla tematica di genere sono abbastanza esperta, so di avere ancora da imparare ma non mi metto a scrivere cose così tanto per fare nè tantomeno copio i pensieri di altre, prima di metterti ad insultare le persone in rete pensaci un pò di più, non perchè come ti diceva tua nonna non è da signorina, ma perchè è sterile, e anche un pò qualunquista. Rappresenti bene questo paese con il tuo modo di scrivere e di pensare su certi argomenti (quelli che qui hai espresso, non mi pronuncio certo in generale come al contrario fai tu), se è un bene o un male ognuno la penserà come vuole. Tu sei libera di scrivere la tua opinione ma non di insultare e sparare a zero senza prima conoscere bene. Ti ripeto aggressività sprecata.

  11. lavaginaèundettaglio said

    Ho usato il carattere in stampatello per sottolineare non per urlare, il vernacoliere non lo leggo perchè ho un idiosincrasia per tutte le cose che vengono da Livorno (tutti hanno le proprie restrizioni mentali), lasciati dire che questa mania di sottolineare il tuo background culturale oltre ad essere poco elegante, tradisce una certa insicurezza. Se vuoi comunicare solo con le esperte di tematiche di genere sei liberissima di farlo,ma così non si va lontano. Non credo di essere stata offensiva, così come non credo di aver criticato la prospettiva di genere in toto, mi sembrava ovvio ma mi costringi a sottolineare che sono pienamente consapevole di cosa significhi essere donna nella nostra società, DI PIU’ (stampatello usato per sottolineare) sono spaventata dall’immagine che vogliono dare delle donne nel nostro paese, sono arrabbiata perchè credo che si siano fatti dei lunghissimi passi indietro, perchè si vuole negare che il problema esista.
    le tue affermazioni di contenuto sono delle ovvietà che nessuna donna sana di mente contesterebbe, io ho contestato SOLO(stampatello usato per sottolineare)la tua percezione di quel monologo e la tua prospettiva sessuofobica, lascito di una cultura maschilista.

  12. vacrigistina said

    Ciao di nuovo,
    purtroppo nelle comunicazioni virtuali è molto facile equivocare. Io ammetto di aver usato un’espressione leggibile come saccente nell’affermare “ci ha offeso tutte ecc.” ma non è certo aggressività. Secondo me il tuo modo di esprimere le opinioni è duro, chiuso, e sentezioso, la tua libertà di critica (come la mia) non può diventare una conoscenza dell’altra a priori, insomma non puoi dirmi, per la mia critica all’intervento di Luttazzi, che ho una visione sessuofobica (sennò significa che non hai capito il senso della mia riflessione e che hai inteso il tutto, sbagliando, come se io non volessi sentir parlare di sesso o di sesso anale), non puoi dirmi che non ho senso critico e che copio i pensieri della altre (su che base?e perchè? che cosa speri di comunicarmi con questa affermazione?), non puoi dirmi che scimmiotto le femministe (da cosa lo deduci? comunque io sono fiera di definirmi ancora femminista, puoi non essere d’accordo come io critico il contrario ovviamente), non puoi dire che le donne che non si accorgono delle disparità ancora presenti nella nostra società non sono sane di mente (perchè offendi e semplifichi) insomma non puoi sparare sentenze ul niente. A questo tipo di critica non si può che porsi sulla difensiva come ho fatto io. Ma vabbè, cmq mi fa piacere che per te siano ovvietà alcuni aspetti inerenti la questione di genere, meglio così, dai tuoi primi commenti avrei detto il contrario. E sull’eventuale autoreferenzialità condivido l’opinione che si vada poco lontanto, ed per questo che mi fa piacere ricevere commenti “cattivi” e diversi dalla mia visione del mondo, ma affinchè questo sia produttivo per tutte non si deve sfociare in un’aggressione verbale, che serve solo a far sfogare chi la scrive. (Ah, il carattere stampatello corrisponde all’urlare nella comunicazione face to face, non lo invento io, è una regola della comunicazione virtuale, almeno ti puoi regolare di conseguenza quando lasci commenti in giro).
    Comunque a questo punto avrei davvero una curiosità, che spero ti sia possibile soddisfare: perchè idiosincrasia verso Livorno?
    Spero di ricevere ancora tuoi commenti in futuro. CIao

  13. lavaginaèundettaglio said

    tu sei saccente, il mio modo di commentare è duro, a volte anche aggressivo,non cerco mai di “smussare” quello che penso, ognuno ha i suoi difetti, basta che non impediscano la comunicazione, in questo caso non l’hanno fatto. L’essere aggressivi non significa essere offensivi,stabilito questo, non c’è niente che non si possa dire, se lo si pensa,purchè si sia consci delle conseguenze, ma anche questa è un opinione.
    Per la storia dello stampatello….madonna quanto sei cavillosa !!!
    Ho vissuto l’esperienza dell’emigrazione, con la mia famiglia, da bambina, a Livorno (perchè c’era il mare,fu una condizione imposta da mia madre), sono consapevole che le esperienze vissute durante l’infanzia lascino ricordi enfatizzati rispetto alla realtà delle cose, ma ne serbo un brutto ricordo, prima di arrivare non sapevo neanche cosa significhi terrone, l’ho imparato lì.
    Proprio al mio essere partenopea si lega il mio commento sulle donne che non riconoscono le disparità (non so di dove sei)
    Qui ci sono ancora donne che credono che essere picchiate sia una dimostrazione di affetto da parte del loro uomo, che raccontano con un pizzico di orgoglio come il loro ragazzo le abbia ingravidate a quindici anni per impedirgli di avere un futuro autonomo, e sono donne giovani (ho lavorato in un istituto per i minori a rischio) scolarizzate,che hanno avuto gli strumenti per leggere il mondo diversamente dalle loro madri, scelgono di avere questo ruolo, stimolate sul punto mi rispondevano : chi ciò fa fa (chi ce lo fa fare). L’autonomia costa fatica, meglio vivere una tranquilla vita da subalterna, trovami un altro termine per definirle, lo userò.

  14. lavaginaèundettaglio said

    ….non sapevo neanche cosa significasse terrone
    correggo x evitare che qualcuno commenti con :terrona impara l’Italiano !!

  15. vacrigistina said

    Io sono livornese (ma di sangue partenopeo da parte di babbo)…mi dispiace che sia andata così…mi dici una cosa che non avevo mai sentito dire (pur conoscendo persone di tutta Italia) e partendo dalla mia esperienza non mi sembra neanche che sia così diffusa l’espressione terrone a Livorno…almeno la maggior parte delle persone non la usa…ma si incontra sempre gente di merda nella vita purtroppo…e devo dire che di gente che a priori parla e pensa male dei napoletani purtroppo se ne trova ovunque, anche a Livorno, ed è una cosa che mi fà sempre incazzare.
    Grazie comunque per l’opinione, cercherò di essere meno saccente nello scrivere.
    Per il termine da usare al posto di “malate di mente” posso proporre questo, ma so già che non approverai “donne che non hanno piena consapevolezza del genere a cui appartengono e delle discriminazioni che subiscono”, o meglio ancora “donne non femministe!” Questo per farti incazzare, scherzandoci un pò. Comunque la situazione che descrivi rientra tra le tante cose che mi spingono a trasformare la rabbia in parole e necessità di mettere in circolo alcune riflessioni, so che è poco e spero di fare di più in futuro nella vita reale (e non solo virtuale), magari proprio a Livorno, dove sulle politiche di genere l’attenzione è veramente ridotta.

  16. lavaginaèundettaglio said

    Me lo sentivo che eri livornese !! (scherzo)
    sul termine usato per sostituire malata di mente, ti spingo ad una riflessione,anche parlando di me hai detto: “ci sono donne che non se ne rendono conto” , e se fosse una visione ottimistica della situazione? se invece si rendessero conto benissimo e operassero scelte diverse dalle nostre? Te lo dico perchè anche io mi sono interrogata sul punto, poi mi sono data risposte diverse da quelle che le ragazzine dell’Istituto davano a me, ma il dubbio mi è venuto. Se fosse un modo raccapricciante ma trasversale di ovviare al problema? Pare che esista un riflesso psicologico,(purtroppo non ricordo il termine) per cui gli uomini si comportano più stupidamente al cospetto di donne bionde !!!! Io a volte mi sono chiesta (poi mi sono vergognata, ma me lo sono chiesta) Ma se sono tanto stupidi da lasciarsi condizionare da un paio di tette, se per cambiare il loro atteggiamento nei tuoi confronti,a volte non devi neanche mostrarti ammiccante, basta sorvolare su certe sfumature, se per far cambiare idea al tuo partner una lacrima vale più di cento discorsi, se questa è l’unica forma di potere che posso esercitare con un risultato immediato, rinunciarvi non va a mio discapito ? E ancora, cos’è più dignitoso, fare la segretaria pur essendo laureata,reagire con fermezza alle molestie sessuali (anche quelle velate,anche quelle tra le righe, anche quelle sul filo dell’equivoco)rischiando di essere licenziata? O piegarsi una volta, anche una volta sola, far finta di niente, per ottenere una promozione,per non doverle più subire? ma una che nasce con un bel sedere a mandolino, fa un bel calendario e si mette in tasca soldi necessari a non dover subire quello che la maggior parte delle donne lavoratrici subisce,è una stupida o ha capito tutto? Io me lo sono chiesta,mi sono risposta che forse il mio atteggiamento non mi avvantaggia,ma migliorerà la condizione delle generazioni future. Quante si risponderanno così?

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