Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Anticoncezionali e pillola Ru486: il diritto ad essere informate

Posted by vacrigistina su 17 marzo 2010

In questi giorni sono usciti alcuni studi che riguardano noi donne, la nostra sessualità, il nostro corpo e la nostra libertà di scegliere. Ne segnalo alcuni:

> Uno studio scozzese afferma che la pillola anticoncezionale non fa male anzi, a lungo termine, avrebbe effetti positivi. Secondo La ricerca (su 46.000 donne per 40 anni) quelle che hanno preso la pillola sono meno a rischio di morire di cancro e di malattie di cuore. Sebbene quando stanno assumendo la pillola il rischio di malattie cardiovascolari sia leggermente più alto, poi diminuisce e, anzi, nel 12% dei casi, sono meno esposte ai problemi di cuore e tumori.
(fonte ansa)

Ma chissà. Comunque non so se la percentuale del 12% permette di affermare che la pillola anticoncezionale fa bene. Sulla questione degli effetti negativi della pillola anticoncezionale, purtroppo non c’è sufficiente chiarezza, soprattutto per noi donne che decidiamo di assumerla. Almeno nel mio caso, anche se ho avuto un’esperienza positiva, mi restano alcuni dubbi, e probabilmente queste ricerche buttate lì senza troppe spiegazioni, non fanno che aumentare la confusione su un farmaco che invece dovrebbe esser conosciuto nel miglior modo possibile. Qualche informazione in più si trova sul sito Vita di donna e sul sitoh ScegliTu (indico quest’ultimo con delle riserve che mi prometto di approfondire in un secondo momento). Ma le lacune informative restano. Molto dipende anche dalla ginecologa che ci segue, o dalla farmacista che ci vende la pillola. Si va da quelle che sottolineano soltanto gli effetti negativi a quelle che invece esaltano solo quelli positivi. Molto spesso poi le ginecologhe prescrivono una pillola piuttosto che un’altra senza basarsi sugli esami ormonali che invece sono fondamentali per individuare quale tipo di pillola è più adatta. E questo crea diversi problemi alle donne, che molto spesso di fronte ad una serie di effetti indesiderati scelgono di non usare più la pillola anticoncezionale piuttosto che provarne un tipo diverso. In merito agli anticoncezionali sono stati diffusi i risultati di un’altra recente ricerca:

> In due città della Norvegia, Tromsoe e Hamar, un gruppo di ricerca norvegese (Sinte), ha fornito per un anno anticoncezionali gratis – diversi tipi di pillole, spirali e altri metodi, a seconda dei soggetti – a 3500 donne tra i 20 e i 24 anni. Nel periodo considerato il numero di aborti si è ridotto della metà. Secondo i ricercatori, questo e’ dovuto, piu’ che a un aumento del numero di donne che hanno utilizzato contraccettivi, al fatto che ci sono state meno interruzioni nell’utilizzo di tali sistemi. La ricerca dimostra come fornire la pillola anticoncezionale gratis dimezza il tasso di aborti.
(fonte Ansa)

Beh questo rappresenta un dato interessante…magari ci fossero preservativi e pillole anticoncezionaleigratis (tanto per dire quella che prendo io costa 16 euro!).

E a proposito di aborti… ecco l’ennesimo ostacolo alla diffusione e uso della pillola RU486, che nel nostro Paese, viene vista come un metodo troppo facile per abortire, uno strumento che non essendo invasivo non segna abbastanza le donne che scelgono di abortire, che invece devono soffrire per il crimine che stanno commettendo (spero che si capisca il tono sarcastico). Come riporta l’Ansa, le indicazioni approvate in Europa e, riportate nella scheda tecnica del farmaco “presenta delle differenze rispetto alle indicazioni contenute nella delibera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) pubblicata in gazzetta ufficiale nel mese di dicembre 2009: mentre in tutti i paesi europei – si afferma nel dossier – il farmaco è approvato nell’interruzione medica di gravidanza intrauterina in corso (…) fino al 63/mo giorno di amenorrea, l’uso in Italia é consentito fino al 49/mo giorno. L’Agenzia italiana del farmaco non ha dato inoltre precisazioni in merito a questa indicazione diversa rispetto alle altre agenzie europee.
Approfitto per ricordare, che la pillola, che tra poche settimane sarà messa in commercio, nel nostro paese non potrà esser acquistata in farmacia, essendo la sua somministrazione vincolata al ricovero ospedaliero, come ribadito dall’Aifa, dopo la richiesta del ministro Sacconi di avere maggiore chiarezza sulla effettiva compatibilità del farmaco con la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza.
La durata del ricovero ospedaliero dipenderà dalle scelte delle Regioni (la maggioranza ha ovviamente posticipato la decisione a dopo le elezioni!). Probabilmente ci saranno regioni che opteranno per un ricovero ospedaliero anche di più giorni, ricovero che non è richiesto per l’operazione chirurgica, che infatti, anche se più invasiva per la donna, viene eseguita in day hospital. E questa sembra davvero un’assurdità. Che si somma all’assurdità più offensiva del diritto dell’obiezione di coscienza dei medici o dei farmacisti (peccato che non c’è obiezione dei medici nell’iniettare silicone, di trasformare donne in bambole gonfiabili, o di prescrivere medicinali tanto per non far impoverire le ditte farmaceutiche…in questo caso dov’é la loro etica? Per non parlare dei medici che obiettano non tanto l’aborto, ma il suo essere gratis: si rifiutano di eseguire aborti nell’ospedale pubblico per poi effettuarli a pagamento.
Si possono trovare interessanti approfondimenti anche sulla pillola RU486 sul sito Vita di donna

Purtroppo in rete si trovano anche informazioni sull’argomento, che invece di affrontare da un punto di vista obiettivo e scientifico il tema, sono soltanto dimostrazioni di una presa di posizione ideologica.

Sul sito di un dottore specializzato in ginecologia e ostetricia  – che credo  sia soltanto un esempio dei molti siti di questo tipo probabilmente presenti in rete – la pillola RU486 viene definita pillola del mese dopo, e già questa definizione può far intendere quanto siano obiettive le informazioni riportate. Vengono inoltre poste delle domande, ne riporto solo alcune, perché non vorrei dare troppa visibilità a certa dis-informazione.

La donna assiste allo spegnersi lento della vita del figlio (cui viene negato il nutrimento) per 2 o 3 giorni. E se intanto avesse un ripensamento, volesse ritornare indietro?
E certo la donna è una sprovveduta, fa le cose così improvvisate, prende una decisione del genere come se scegliesse il colore delle calze.

L’idea che si assume una pillola può ingenerare l’idea che si stia utilizzando una medicina, o un contraccettivo. E questo può ulteriormente nascondere la verità.
Ma quale verità???Ma perché considerare le donne come stupide…basta che ci sia l’informazione adeguata per capire cosa si sta facendo. E le donne, quando scelgono, il più delle volte sanno quello che fanno.

Con il giuramento di Ippocrate il medico afferma la sua volontà ad utilizzare l’ars medica e i farmaci per “curare” dalle malattie. LA VITA DI UN BAMBINO PUÒ ESSERE CONSIDERATA UNA MALATTIA?!
Eh?Cioè?Ora si capisce che il problema non è la pillola RU486 e i possibili problemi alla salute della donna, ma si mette in discussione lo stesso diritto ad abortire che è garantito da una legge italiana. E conferma della posizione ideologica e non scientifica ed obiettiva, la scelta terminologica di bambino al posto di embrione.

Tanto per rimanere un po’ sul superficiale: mi sono sempre chiesta perché alcuni medici, se tanto ci tengono alla difesa di certi principi etici, non scelgano di fare i preti piuttosto che i dottori (che se tra l’altro fanno parte del SSN vengono pagati anche con le tasse delle cittadine alle quale viene negato l’esercizio di diritti e viene ostacolata la fruizione di alcuni sevizi che pagano).

Ma finiremo mai di contrattare sul nostro corpo? Per quanto ancora dovremo ribadire principi e diritti che ormai dovrebbero essere patrimonio comune di una società laica? Finiremo mai di lottare per battaglie già vinte? E soprattutto riusciremo a vincere quelle che restano in sospeso, come quella della pillola Ru486? O sulla fecondazione assistita?
Vedremo mai rispettato il diritto (riconosciuto costituzionalmente dall’art.21), ad essere informate decentemente su certe questioni che riguardano aspetti così importanti della nostra vita?

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2 Risposte to “Anticoncezionali e pillola Ru486: il diritto ad essere informate”

  1. […] Anticoncezionali e pillola Ru486: il diritto ad essere informate … […]

  2. vacrigistina said

    Tanto per aggiornare velocemente le notizie che riguardano donna, salute e sanità la proposta dell’Ospedale di Careggi – Firenze di ridurre il dolore del parto naturale attraverso un’endovenosa d’oppio mi sembra ottima. Ecco l’articolo del Corrire della sera
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/17-marzo-2010/oppio-sala-parto-dolore-scompare-1602673327758.shtml

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