Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

L’avanguardia di essere donna

Posted by vacrigistina su 9 marzo 2010

Alla galleria nazionale d’arte moderna a Roma, fino al 16 maggio, si può visitare la mostra “Donna: avanguardia femminsita negli anni ’70”. La mostra, nata dalla collaborazione tra la Gnam e la Sammlung Verbund di Vienna, propone alcune opere, soprattutto foto e video, realizzate negli anni settanta, quando come sappiamo il femminsimo ha vissuto la sua “età dell’oro”, almeno nella percezione comune.

Le artiste proposte sono: Martha Rosler, Suzy Lake, Helena Almeida, Eleanor Antin, Ketty La Rocca, Birgit Jurgenssen, Hannah Wilke, Francesca Woodman, Cindy Sherman, Martha Wilson, Renate Bertlmann, Leslie Labowitz, Suzanne Lacy, Valie Export, Nil Yalter, Annegret Soltau, Ana Mendieta.

Alcune opere mi sono piaciute in modo particolare per la loro ironia e per la loro forza espressiva. Tra queste il video “Semiotics of the kitchen” (che potete trovare su you tube), le foto della trasformista Cindy Sherman e in particolare “Nurse e doctor”, e il video “Doll’s clothes”, il quadro di Bertlmann sul ruolo invalidante del matrimonio (che potete vedere insieme a tante altre opere sul sito dell’artista), la perfomance di Valie Export, “Aktionshose: Genitalpanik”, che con una mitra e con uno strappo sul cavallo dei pantaloni è entrata in un cinema porno, il ventre disegnato di Nil Yalter e la processione di Labowitz e Lacy, contro la violenza di genere. Solo per citarne alcune delle tante interessanti opere esposte.

Fattore comune di queste artiste, credo che sia, il “partire da se stesse”, pratica tipica del femminismo, anche di quello politico (sintetizzata nello slogan “il personale è politico”) e partire dal proprio corpo. Da un corpo, che come ci rendiamo sempre più conto, viene falsificato (con la chirurgia estetica), nascosto (dai veli ma anche dalle maglie extra large che devono mascherare i rotolini), mercificato (dalla pornografia hard e soft della tv, dei calendari, delle riviste, della moda ecc.), ridotto al minimo (con le diete e la ricerca costante della magrezza) e ingrandito in alcune sue parti (seno, bocca) un corpo messo sotto accusa dal “fuoriluogo”, dal “no all’aborto”, dal “no alla pillola abortiva”, dal “no alla fecondazione assistita”. Un corpo visto solo come oggetto sessuale o come mezzo per la procreazione.

Riflettendo sul proprio corpo, sentito a volte troppo ingombrante perchè caricato di aspettative, di offese, di volgarità, e altre volte invisibile, perchè cancellato dalla storia, dalla cultura, dai luoghi di sapere e di potere, questa artiste hanno creato opere, oltre che belle da vedere, capaci di rompere gli schemi, di mettere in discussione lo sguardo degli uomini verso le donne e lo sguardo delle donne su se stesse.

Le artiste hanno interrogato se stesse e il suo “essere nel mondo” e sulla loro identità di donne, attraverso il loro corpo, collocandolo sotto le roccie, sui marciapiedi, dentro ai mobili, spiaccicando la faccia contro un vetro, sforzandola in smorfie, hanno vestito il proprio corpo di mille maschere diverse, lo hanno mostrato con provocazione, lo hanno fotografato, lo hanno guardato con occhi diversi, ma soprattutto con i propri occhi, con il proprio sguardo. Ed è questa la vera rivoluzione che queste opere ci insegnano: guardare il nostro corpo, riappropriarsi di esso ed amarlo per quello che è e per quello che ci può permette di fare. E ritrovando l’orgoglio del nostro corpo di donna, potersi sentire all’avanguardia in questo mondo dominanto da bambole di plastica, e ritrovando la voglia di scrivere, fotograre, parlare, dipingere, cantare ecc. impedire che come ha detto Eleanor Atin, “i cosmetici e le diete prendano il posto dell’arte”.

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2 Risposte to “L’avanguardia di essere donna”

  1. Martissima said

    Riprendo questo tuo post, folgorata da un’immagine squallida per il suo contesto ma illuminante per queste riflessioni: una concorrente del maledetto GF, china nella doccia, che di tutta fretta si rade i baffi con una lametta, con gli stessi identici gesti che ho visto fare per primo da mio padre. e purtroppo, sono immagini come queste che fanno “l’avaguardia femminista di massa” di oggi: “trasformismo”, “semiotiche dei gesti”, “sperimentazione del corpo”, “conoscenza di sè”, studi e grandi idee flagellate e sbeffeggiate in presa diretta. e da qui, mi sovvengono una serie di questioni/domande: ponendo che forse è proprio con la nuova ricerca del e sul corpo femminile delle avanguardiste degli anni ’70 che è finalmente iniziata pubblicamente e in profondità la ricerca di una nuova identità femminile contemporanea, cosa diavolo ci siamo perse/i per strada da allora ad oggi? se si parla di corpo credo si debba parlare anche di sessualità: dato che oggi -finalmente- sembra si possa parlare di glbt, queer, etero differenti, pansessuali e panettoni, freak e casalingue, “entità degeneri” (e alcune “patologiche”) di sessualità, non è che forse le donne in quegli anni diedero il là a una “rivoluzione globale di genere” (nel mondo occidentale) di cui persero improvvisamente il timone (o gli venne tolto di mano)perchè incontenibile (o troppo potente)? posto che nella stella cometa dei paesi del nord EU son partite cronologicamente prima, come siamo arrivati/e a permettere una tale strumentalizzazione del corpo femminile oggi (ma direi del corpo in genere), e soprattutto, nello specifico, in Italia? come recuperare il filo d’arianna? sicuramente mia cara con questo blog sei sulla strada giusta.

  2. visit said

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