Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Grazie dei fiori

Posted by vacrigistina su 4 marzo 2010

Non è possibile, tutti gli anni è la stessa storia! Tutti gli anni dobbiamo (ancora) giustificare la giornata dell’8 marzo, tutti gli anni dobbiamo spiegare perchè ha senso, come si dovrebbe ricordare e celebrare. Tutti gli anni dobbiamo tapparci le orecchie per non sentire frasi del tipo “ma se ormai le donne sono uguali agli uomini (zzzz) perchè mantenere l’8 marzo”?

Le peggiori di tutte sono proprio alcune donne e ragazze: “Io l’8 marzo non lo festeggio, no alle cene fuori con le amiche, ne tantomeno alle discoteche con cubisti seminudi, insomma non ha senso l’8 marzo, le donne sono libere di uscire sempre, insomma quando vogliono. No, non festeggio l’8 marzo”. Dite la verità quante volte avete sentito questa frase? Quante delle ragazze che conoscete l’hanno pensata ed espressa? Ovviamente, peggiore di questa prospettiva c’è quella delle donne che lo festeggiano andando a cena fuori o in discoteca. Ancor peggiore la prospettiva dei compagni di queste ragazze e donne, degli amici, dei mariti, dei fratelli che, con l’irritazione dell’escluso e lasufficienza del privilegiato, (che in realtà cela ignoranza e grettezza) sogghignando, chiedono “allora, che fai/fate stasera?”. Il tutto accompagnato da un bellissimo mazzo di mimosa. Bondi docet. E adesso vediamo perchè, ma prima un messaggio, sintetico e di effetto, per tutte coloro che vanno a ballare o che non ci vanno perchè “ormai non ha più senso perchè libere 365 giorni all’anno”: SIETE DELLE STUPIDE QUALUNQUISTE, BANALI E IGNORANTI. E se vi sentite offese, beh è proprio quello che volevo fare, offendere voi che offendete noi donne. E dai, sempre a essere politically correct, chi non sa cosa significa l’8 marzo e chi decide di non dedicare la giornata a qualcosa di serio e di approfittare delle mille iniziative che ci sono, è solo ignorante, giustificabile solo in pochi casi, è così, basta nasconderlo. Chi pensa e dice certe frasi, qualche insulto lo merita, o meglio si merita di essere umiliata per la sua bassezza intellettiva e intellettuale.

Tornando a noi, che invece sappiamo come e perchè l’8 marzo rappresenta una giornata importante, nei prossimi giorni pubblicherò le iniziative più interessanti. Intanto vorrei commentare l’iniziativa del MIBAC, di cui sono venuta a conoscenza da un amico. L’iniziativa in sè ci può anche stare, insomma non è che sia chissà cosa, ma i musei statali gratis (come in realtà dovrebbero essere) sono sempre apprezzabili. Insomma, tanto per capirci meglio questo dell’ingresso gratis per le donne allo stadio (che infinita tristezza….). Quindi non è tanto l’iniziativa quanto la campagna di comunicazione/promozione dell’iniziativa ad essere discutibile.

Allora prima errore-insulto del Mibac, o meglio di coloro che hanno realizzato questa campagna informativa (forse l’ufficio stampa): paragonare l’8 marzo a San valentino.

Secondo errore-insulto: definire le donne “universo rosa” (???

E ora gli errori più gravi: hanno usato due slogan tra loro contradditori: “l’arte è donna” e “l’arte festeggia le donne”. Il secondo vabbè ci può stare più meno è comprensibile ma il primo cosa vuol dire? E se è così, perchè sono state scelte opere maschili, sia per il soggetto che per l’autore

In una locandina, quella poi ripresa anche nel video e nella presentazione

dell’iniziativa, è stato scelto un bronzo di riace: un bel uomo (eroe, dio, o guerriero…) nudo, con in mano un mazzo di mimose. Nella seconda invece il prezioso e simbolico dono (che io amo veramente tanto proprio perchè simbolo dell’8 marzo, e quindi gradito se regalato con consapevolezza!) è “offerto” da Agnolo Doni (pure brutto) dipinto da Raffaello (altro uomo)

Il messaggio che quindi queste immagini veicolano è questo: l’uomo (statua, Raffaello o questo Agnolo) regalano alle donne un week end speciale, gli uomini d’arte, il mondo dell’arte, il ministero-uomo fa un regalo alle donne,

offre mimosa e l’ingresso gratuito ai musei. In questo messaggio l’arte non è donna, come al contrario c’è scritto, ma è uomo, è un uomo gentile che fa un regalo alle donne (escluse dal mondo dell’arte perchè non è riconosciuto per l’ennesima volta quello che hanno realizzato e che sono). Insomma, perchè non sono state scelte opere di artiste donne? Ne esistono a milioni, ma anche questa volta, anche in questa occasione, che invece dovrebbe esser usata per rimediare agli errori e i “vuoti di memoria” e le lacune culturali e storiche delle nostre scuole, università ed istituzioni ci dimentichiamo che esistono scrittrici, poetesse, pittrici, fotografe, scienziate, filosofe, ecc. ecc. Che le donne sono protagoniste attive del mondo della cultura e dell’arte, e non soltanto piacevole compagnia con cui andare a teatro, dolci muse ispiratrici, belle creature da raffigurare (tra l’altro a questo proposito le statistiche sottolineano che sono le donne a dedicare più tempo e denaro alla cultura).

Forse ci bastava che, anche se di autore maschile, il soggetto dell’opera d’arte fosse una donna rappresentativa. Invece se vogliamo entrare gratis ad un museo statale sabato o domenica, dobbiamo ringraziare il pene del bronzo di riace e il collo taurino di Angiolo, dobbiamo ringraziare gli uomini, primo tra tutti Bondi, che ci offrono mimose e cultura.

Come ho già scritto al mio amico, poteva andare anche peggio, ci poteva essere Bondi stesso con un mazzo di mimose, o la tanto innamorata coppia Bondi e Berlusconi. E cosi sembrerebbe che alla fine ci sia andata bene: meglio il pene del bronzo di riace che la testa pelata di Bondi (che poi qualche affinità ce la possiamo anche trovare, volendo…)

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5 Risposte to “Grazie dei fiori”

  1. Alessio said

    che sono entrambi piccoli (pene e testa intendo).

    scusa per il reflusso di maschilismo 😀

  2. Alessio said

    maschilismi a parte,

    d’accordo su tutto riguardo la campagna del ministero.

    L’arte è donna (nel senso che è bella da vedere e toccare??? questo sarebbe il messaggio per l’8 marzo???) non si capisce molto, ma soprattutto non usare opere d’arte realizzate da donne mi sembra proprio una stupidaggine.

    Sono contento che una mia domanda abbia stimolato un post così interessante, e il grazie va a te!

    🙂

  3. martissima said

    in effetti è proprio una campagna “del cazzo”! e il virgolettatto va inteso non tanto come complemento di specificazione semplice, ma in senso attributivo, come ben sottolinei.

  4. vaganapoli said

    Sono d’accordo con te, infatti per segnalare l’evento a napoli ho fatto da sola, ho preso Artemisia Gentileschi e le ho messo delle mimose in mano, eh..chi fa da se..

    Che poi quando gli uomini si lamentano dell’otto marzo, ieri eravamo in 4, tre donne e un uomo, non c’è stato nemmeno bisogno di dircelo, al momento di pagare abbiamo diviso il prezzo del biglietto che avrebbe dovuto pagare lui solo, è stato un gesto naturale e ovvio.
    Complimenti per il blog.

    Serbilla

  5. vacrigistina said

    Complimenti a te Serbilla, hai fatto quello che dovremmo fare tutte, anche in modi diversi: riappropiarsi delle immagini, delle parole, delle campagne, delle iniziative, della cultura, ecc. in ottica di genere e diffonderle in tutti i modi possibili. Hai risposto al bronzo di riace nel miglior modo possibile, quello della creatività.
    Spero di vedere altre tue creazioni e avere più informazioni sui tuoi lavori.
    Grazie

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