Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

Donne e politica – atto I

Posted by vacrigistina su 18 febbraio 2010

Da una parte le escort dall’altra le candidate…da una parte le veline dall’altra le sindacaliste e le radicali. Che sia di un tipo o di un altro, sempre strumentalizzazione è. E forse ormai ci dovremmo essere abituate. Come dovremmo essere abituate alle frasi – supportate dai fatti – sessiste del presidente del consiglio (questo non si merita la maiuscola!).

Strumentalizzazione delle donne. E si ci dovremmo essere abituate. In passato alcuni partiti, primi tra tutti i PCI, avevano tentato di strumentalizzare per il loro fine e di appropriarsi di battaglie importanti, come quella per l’aborto e il divorzio, e insieme alle cause avevano tentato di strumentalizzare chi le portava avanti, cioè il movimento delle donne. Ancora prima l’allargamento del diritto di voto alle donne era stato visto soltanto da un’unica prospettiva dai partiti, allora interamente maschili: da che parte votano le donne? è un voto conservatore o socialista?

Oggi, invece, sta succedendo una cosa alla quale non siamo (ancora) abituate: un aumento di donne candidate alle elezioni. Ma può bastare? Può bastare “l’importante è esserci” o “l’importante è che se ne parli”? A che punto siamo con la partecipazione delle donne alla vita pubblica in tutti i suoi livelli? L’ultimo rapporto del World Economic Forum colloca l’Italia al 45esimo posto nella graduatoria del Gender Gap, per quanto riguarda l’indicatore della partecipazione femminile alle decisioni pubbliche. E non mi sembra buono. Che siano “il vento (non oso dire sole perchè non è proprio il caso dato la loro posizione politica) dell’avvenire” le candidate alle regionali del 2010?

Ma ci rappresentano davvero? E ancor di più, mi chiedo, cosa rappresentano? Hanno una valida consapevolezza di genere, che possa dare significato alla loro attribuzione di donne candidate e non solo di candidate?

Sinceramente, ho qualche perplessità sul fatto che donne che si candidano in una coalizione come quella del PDL, accettando fatti indecenti dei loro colleghi (compagni?camerata? fratelli? come si chiamano quelli di forza italia?) e frasi sessiste del loro “capo” senza dir niente, come è successo anche ieri alla presentazione delle candidate della sua coalizione a Roma, possano rappresentare ed avere un’identità di genere. E sul discorso del presidente del consiglio anche questa volte è utile  rifletterci meglio.

Berlusconi, infatti, ha detto le seguenti parole: “Siamo lieti di aver messo in campo (ma non è vecchia ormai la metafora calcistica?!) un’esercito (altra parola associabile più agli uomini) di donne che sono gradevoli (come le giornate di primavera?), che sono brave (ma che dà i voti come alle elementari alle scolarette?), e che sono soprattutto donne (questo uomo alle volte mi fa venire lo schifo per la mia stupenda vagina!)

La cosa ancor più interessante è stata questa: Berlusconi, ha parlato al pluralis maiestatis (direi proprio calzante per sua signoria!) “La nostra scelta è stata quella giusta” Noi chi? Voi uomini dI Forza Italia o Pdl? Allora è questa la situazione? Uomini che scelgono, nonostante i rischi, di candidare donne, di farle arrivare in parlamento, che scelgono di nominarle ministre. Uomini, che scelgono “avendo il convincimento della loro inferiorità maschile nei nostri confronti”. Grazie per la magnanimità. Loro, che sono uomini, hanno scelto noi, che siamo donne (ecco la grandiosa visione dicotomica dell’universo e della politica). Comunque GRAZIE per questo gesto di sensibilità, altruismo (che cela ovviamente opportunismo), bontà. Questa si che è apertura mentale. Questi si che sono passi in avanti per le pari opportunità. Che grande vittoria essere scelte dagli uomini. E  per fortuna il Cavaliere si è reso conto che siamo più brave (a scuola, all’università e sul lavoro), perchè se fosse mancato questo pseudo-riconoscimento, che cosa avrebbe fatto di peggio che insultarci, concederci le briciole e pagarci (anzi farci pagare perchè lui era solo l’utilizzatore finale) quanti, mille euro a serata? Forse non ci avrebbe scelto. O forse avrebbe scelto le gradevoli ma non brave. O il contrario, chi lo sà. Siamo state fortunate ad avere un presidente che ama così tanto le donne, e che ama circondarsi di tali piacevoli creature un pò ovunque, in parlamento, nel consiglio dei ministri, alla televisione, a palazzo grazioli.

Comunque con questa presentazione un insegnamento il Cavaliere ce l’ha dato: non è giusto pensare che se una donna è bella (anzi gradevole) non sia anche brava (purtroppo viene da chiedersi conoscendo il soggetto a far che?) in politica? Menomale che c’è lui che è femminista. Però Silvio, forse era assente nei primi cinque minuti della prima lezione del femminismo, quando ci hanno insegnato che “donne non si nasce, si diventa”. Quindi non basta che la candidata, gradevole e brava, o meno gradevole e brava comunque, abbia la vagina, per essere una CANDIDATA DONNA.

Fine primo atto

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