Vacrigistina's Blog

media, comunicazione, società e politica secondo la mia prospettiva di genere

I dubbi di una vagina stanca

Posted by vacrigistina su 2 giugno 2009

Oggi, per scherzare, con un mio collega, ho definito me , lui ed altre lavoratrici presenti in ufficio “comitato no al ponte”, dato che invece che rimanere a casa o partecipare all’esodo dalla capitale per questo inflazionato ponte, siamo andate a lavorare…

Il collega mi ha detto: ” beh, chi è venuto oggi in ufficio appartiene ad una delle seguenti categorie:

1) sfigata

2) disadattata

3) depressa

4) una che ha troppe vagine per la testa per starsene a casa a pensare

Mi sono chiesta quindi, a quale appartenessi io, promotrice del comitato no ponte…beh forse in questo periodo un pò a tutte, ma credo di appartenere soprattutto alla categoria

5) ho bisogno del mio lavoro, del mio ufficio, della mia gratificazione quotidiana..

In questo momento di crisi di identità personale e politica (la politica è stata per anni fondamentale nella mia vita e soprattutto una ben definibile leva identaria), il mio lavoro sta prendendo sempre più tempo e spazio nelle mie giornate e nella definizione della mia identità…lavorare ed essere indipendenti, fare qualcosa che mi piace e sentirmi realizzata, stare fuori casa tutto il giorno e tornare troppo stanca per cucinare, è questo che desidero, ed è questo che mi fa star bene..è sbagliato?

qual è il confine che separa il lavoro come motore di indipendenza, come conquista, come desiderio di realizzarsi fuori dagli schemi fino ad oggi dominanti, dalla schiavitù, dalla fuga dal vuoto che sta intorno, dalle sconfitte delle vita e dal disgusto del mondo?

e considerando la precarietà del nostro lavoro, e le nuove necessità imposte, lavorare oggi, a certi ritmi, è davvero una scelta? a quali nuovi compromessi siamo costrette a scendere?

fare del lavoro la bandiera dell’indipendenza e del rifiuto del patriarcato è poi cosi benefico per noi neo-lavoratrici?

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Una Risposta to “I dubbi di una vagina stanca”

  1. giusi said

    Se è quello che desideri non è mai sbagliato:) Io oltre al forte desiderio di tornare a casa talmente stanca da non aver voglia di cucinare (ampiamente esaudito da mesi) vorrei potermi permettere un catering a domicilio tutte le volte che voglio. Nel mio caso il senso di frustrazione deriva da questo e mi sento abbastanza vicina anche ai poveri senzavagina. In comune abbiamo solo una laurea, meno di 30 anni e un lavoro precario…

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